
L’idea di una
bottega, sullo stampo di quelle medioevali,
è nata in Ciro all'inizio degli anni 80. E' proprio in questo periodo che
le condizioni favorevoli in cui l'artista si viene a trovare danno il via
alla sua produzione nel segno della continuità. Queste condizioni altro non
sono che il fecondo contesto umano e sociale nel quale Ciro è immerso. Loppiano,
la cittadella dove egli vive e lavora, è, infatti, un vero e proprio
"laboratorio
di vita", una città in miniatura nella quale gli uomini che
vi abitano hanno un intento di base comune: realizzare, per quanto possibile,
l'unità fra gli uomini, al di là della loro provenienza (geografica, culturale
o religiosa che sia). Loppiano, quindi, non può non essere anche un formidabile
punto d'incontro di giovani che portano inevitabilmente con sé ciascuno la
propria ricchezza fatta di cultura, di razza, di lingua, di tradizione, le
più diverse: potent e stimolo per uno scambio che si trasforma in un tesoro
per tutti, anche nel campo dell'Arte. Dopo aver contribuito alla creazione
di un laboratorio artigianale per la lavorazione artistica del legno e averne
seguito lo sviluppo per circa 5 anni (dal 1976 al 1982), egli avvertiva l'urgenza
di poter donare il suo talento, la sua sensibilità, tutte le sue risorse ad
un progetto che veniva nel tempo sempre più delineandosi chiaramente in lui
e intorno a lui: creare, cioè, delle opere, dei pezzi unici che egli sentiva
appartenere più al mondo dell'arte che non a quello, pur dignitoso, dell'artigianato.