CIRO Ciro Roberto Cipollone
MoneteDopo l'iniziale periodo del baratto, l'uomo ha usato come moneta conchiglie, pietre e oggetti di particolare bellezza e resistenza. Moneta, dunque, come segno di valore.

Nella storia di Babilonia si fa riferimento a pesi fissi di argento, sostituiti nel tempo da pesi di rame e bronzo, dalla curiosa forma d'anitra. Nell'antica Grecia troviamo che le antice monete erano nientemeno che degli "spiedi di ferro" lunghi poco più di un metro, che venivano dati inizialmente come compenso ai giudici per il loro lavoro e, in seguito, anche a semplici cittadini. Questi spiedi erano detti "obelos". Il nome mutò poi in "obolos" che diventò l'unità monetaria della Grecia.

Cercando "moneta" sul vocabolaria etimologico si scopre che "... questo nome viene dal tempio eletto nel Campidoglio a "Giunone Monèta" (o ammonitrice) dentro il quale si era stabilita la zecca romana. Il suo nome derivava da "MONERE", avvertire, perchè aveva annunziato al popolo un grave flagello, onde si premunisse. Quindi il nome dal luogo sarebbe passato al "Danaro" coniato, e tale si conserva. Altri ritengono che il termine venga dal greco "MONYTES" indicatore, designatore, monitore...". Il termine "pecunia", invece, deriva da "PECUS" bestiame o gregge, beni usati per il baratto.
L'idea di realizzare delle "monete" sullo stile di quelle africane è nata in Ciro proprio dopo aver ricevuto in dono alcune di queste monete che hanno, in modo così evidente, una curiosa affinità con ciò che l'artista va creando da decenni.
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Il compito di un artista è anche quello di mostrare, portare a conoscenza, evidenziare il bello e il buono delle cose che altrimenti i nostri occhi distratti non saprebbero cogliere. Ciro, con questa sua nuova ricerca, diventa così un ammonitore presentandoci delle "monete" che sono dei veri moniti. Moniti nei quali si può cogliere l'invito a non farsi abbagliare da tutto quello che luccica.